Abbiamo fatto solo una chiacchierata e mi ha chiesto 200€, l’avvocato può farlo?

In un mondo sempre più governato da regole e leggi, la figura dell’avvocato assume un ruolo centrale nella vita di ogni giorno.

Ma cosa accade quando ci rivolgiamo a un legale per una consulenza veloce? È lecito che l’avvocato richieda un pagamento anche per pochi minuti di conversazione?

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La consulenza da un avvocato si paga? – Giustiziabrescia.it

Questa domanda si pone in seguito al caso di un lettore che, dopo aver ricevuto un parere verbale da parte di un avvocato, si è visto recapitare una fattura di diverse centinaia di euro.

La natura onerosa della consulenza legale

La prestazione offerta dall’avvocato non si limita alla difesa in giudizio ma abbraccia una varietà più ampia di servizi, tra cui l’assistenza in procedure stragiudiziali e la consulenza, sia essa scritta che verbale. Contrariamente a quanto comunemente creduto, il primo parere fornito dall’avvocato non è necessariamente gratuito. Infatti, secondo l’articolo 2233 del codice civile italiano, ogni prestazione intellettuale svolta dal professionista si presume a titolo oneroso. Di conseguenza, spetta al cliente dimostrare eventuali accordi pregressi sulla gratuità del servizio.

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Il primo parere fornito dall’avvocato non è gratuito – Giustiziabrescia.it

Anche se breve e apparentemente semplice, ogni parere fornito da un avvocato deve essere remunerato. In assenza di accordi preventivi sull’ammontare della parcella o riferimenti a tariffe professionali specifiche, sarà il giudice a determinare il compenso dovuto all’avvocato. Questo processo include anche la consultazione dell’associazione professionale di appartenenza del legale.

Un aspetto cruciale riguarda come viene stabilito il rapporto professionale tra cliente e avvocato: non è sempre necessaria la firma di un contratto formale. La Cassazione ha chiarito che tale rapporto può essere dedotto anche da comportamenti impliciti come entrare nello studio dell’avvocato per chiedere una consulenza. Questo significa che già con il semplice atto di rivolgersi all’avvocato per ottenere un consiglio si instaura di fatto un mandato professionale dovendo quindi considerarsi soggetto al pagamento del relativo onorario.

Se nel contesto medico è norma consolidata pagare la visita dello specialista anche quando questa non sfoci in ulteriori trattamenti o interventi chirurgici, perché dovrebbe sorprendere l’obbligo del pagamento della consulenza legale? La prestazione intellettuale fornita dall’avvocato deve essere valorizzata allo stesso modo delle altre prestazioni professionali.

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