Casalinghe, caregiver, ma non solo: la soluzione più usata per andare in pensione da chi non ha contributi

Casalinghe e caregiver, possono andare in pensione? La risposta arriva dall’INPS: ecco come ricevere l’assegno.

Molte donne in Italia sono casalinghe. Un ruolo questo che nel Paese non è mai tramontato, poiché sono quasi la metà quelle che svolgono lavori di cura non retribuiti. In Italia, infatti, l’occupazione femminile è tra le più basse e ferma al 53%, ciò significa che il resto delle donne sono fuori dal mercato del lavoro. Le donne che non lavorano, dunque, non raggiungono i requisiti per maturare la pensione, ma c’è un modo per prenderla comunque.

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Casalinghe, caregiver, ma non solo: la soluzione più usata per andare in pensione da chi non ha contributi – (Foto Jws Media Srl) – Giustiziabrescia.it

Come le casalinghe anche le caregiver, che per ragioni culturali sono maggiormente donne, non lavorano. Esse sono le mamme e le parenti di persone disabili e si occupano di loro a tempo pieno. Per questo motivo non hanno tempo per potersi dedicare ad attività retribuite. La domanda è come si può arrivare alla pensione se non si hanno contributi versati all’INPS? In questo articolo vi spieghiamo come.

Casalinghe e caregiver: ecco come andare in pensione

Come detto in precedenza, in Italia le donne che svolgono lavoro casalingo sono il 47%, ovvero quasi la metà della popolazione. Sono donne che si dedicano esclusivamente alla famiglia e che per questo motivo non hanno un lavoro retribuito. Spesso non lo cercano nemmeno, in quanto hanno scelto (o forse per mancanza di altre opportunità) di dedicarsi totalmente ai ruoli domestici senza percepire uno stipendio.

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Casalinghe e caregiver: come andare in pensione senza contributi – (Foto Freepik) – Giustiziabrescia.it

Per queste persone però l’INPS offre di opzioni: come la pensione per casalinghe e quella sociale. La prima si ottiene tramite il Fondo Casalinghe e Casalinghi dell’INPS, che è noto come “Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari”, ed è destinato anche ai caregiver.

Versare i contributi non è obbligatorio mentre l’assicurazione INAIL lo è. Ovviamente per l’iscrizione al fondo non si deve essere titolari di pensione o di altre forme di lavoro retribuito oppure ancora si deve svolgere un’occupazione part-time che non garantisce però la pensione minima.

Per quanto riguarda il versamento, bastano 26 euro al mese più il contributo annuale di 310 euro grazie al quale viene garantito un anno di contribuzione. Tuttavia, nel caso in cui i contributi non dovessero essere sufficienti a maturare una pensione, questi non si possono usare né per la totalizzazione gratuita né per la ricongiunzione con altri contributi.

Grazie alla pensione da “casalinghe” poi, è possibile accedere alla più classica pensione di vecchiaia. In questo caso però si prospettano due scenari. Si può richiedere, infatti, già a 57 anni se i versamenti fatti arrivano a coprire un assegno previdenziale pari all’importo dell’assegno sociale, ma maggiorato del 20%. Se così non fosse, si deve attendere fino ai 65 anni. In alternativa, è sempre possibile richiedere, una volta compiuti 67 anni e nel caso in cui il reddito sia zero, l’assegno sociale di 534 euro al mese per 13 mensilità.

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